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Il diario dell’orto: Giugno

Se la parola d’ordine dell’orto di maggio è stata “resilienza“, se penso all’orto di giugno mi viene in mente la parola “pazienza“.

La grandinata del mese scorso, infatti, ha creato non pochi problemi all’orticello di casa e le piante hanno risposto in modo meraviglioso, complici il clima e le cure costanti.

Il terreno

Per aiutare la piante a rigenerarsi in tempi relativamente brevi, ho deciso di aiutarmi con un concime organico a rilascio veloce, cioè capace di arricchire il terreno di elementi nutritivi subito disponibili alla pianta. Un solo trattamento è stato sufficiente e mi è bastato diluire nell’acqua di annaffiatura la dose indicata di prodotto, per poi bagnare il terreno.

Sebbene alcuni tipi di concimi siano ammessi dall’agricoltura biologica, la concimazione deve comunque essere controllata, poiché talvolta anche un terreno troppo ricco di nutrienti può danneggiare le piante. E’ poi importante evitare di eseguire questo tipo di trattamenti nelle ore più soleggiate della giornata, organizzandosi per la sera.

La pacciamatura, che avevo effettuato con la paglia a inizio stagione, si sta invece rivelando molto utile, poiché mi ha permesso di avere un terreno costantemente umido nonostante l’inaspettato caldo torrido e di limitare le annaffiature a 2 – 3 volte la settimana.

I trattamenti e i lavori del mese

Questo mese, a differenza dello scorso, non ho dovuto dedicarmi a particolari trattamenti sulle piante. Il clima secco, infatti, evita generalmente la formazione di muffe e malattie.

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Una coccinella immortalata mentre gironzolava su una foglia di melanzana, facendo scorpacciate di afidi. Good job, Baby!

A metà mese è comparso qualche afide fra le foglie delle piante di melanzana, ma è prontamente intervenuto un piccolo esercito di coccinelle e l’emergenza è rientrata nel giro di qualche giorno. Questi simpatici insetti, oltre che essere carinissimi, sono infatti amici del nostro orto poiché ghiotti di parassiti infestanti. Se ne avvistiamo qualcuna, meglio lasciarla libera di svolazzare, certamente ci aiuterà.

A proposito di insetti utili… Nel mio orto dedico sempre un piccolo spazio anche ai fiori. Coltivo regolarmente piante di violette, camomilla, malva, lavanda e calendula per due ragioni. In piena fioritura richiamano api e farfalle, fondamentali per facilitare l’impollinazione dei fiori dei nostri ortaggi; in più, una volta raccolti, questi fiori sono molto utili in cucina e possono essere essiccati e trasformati in sacchetti profumati, infusi, pomate…

Scopri qui come coltivare, utilizzare e conservare camomilla e malva.

Per quanto riguarda i lavori, l’orto estivo è ormai pressoché consolidato e ciò che occorre fare è proteggere le piante da eccessivo calore, siccità e parassiti in modo da poter avere un abbondante e gustoso raccolto.

Se avete le fragole, però, è il momento di iniziare ad occuparvi degli “stoloni“. Si chiamano così quei lunghi filamenti che alcune piante di fragole producono; questi filamenti hanno poi ad intervalli regolari delle foglioline che a poco a poco cresceranno e da cui si svilupperanno le radici. In pratica, gli stoloni servono alla pianta di fragola per riprodursi, il ché può essere per noi sia un vantaggio che uno svantaggio: da un lato ciò significa infatti “piantine di fragole gratis!“, ma se non ne abbiamo cura potremmo realmente ritrovarci con una foresta, cosa che anch’io ho ereditato dai precedenti coltivatori e che più avanti dovrò gestire.

 

Ciò che ho fatto è stato semplicemente posizionare gli stoloni sul terreno ed aspettare che radicassero, per poi trasferire le varie piantine in una cassetta preparata con un mix di terriccio e poco compost maturo. Qui le piante si svilupperanno e a fine agosto potrò scegliere se trapiantarle dove preferisco oppure regalarle.

Il raccolto

Giugno è stato per il raccolto un mese di transizione. E’ terminato infatti il periodo di taccole e fragole, mentre ora spuntano i primi cetrioli, ma anche zucchine e fagiolini.

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I fagiolini gialli pronti per essere raccolti; ho preferito coltivare questa varietà, anche se un po’ inusuale, perché dal sapore più dolce e meno erbaceo, ma anche perché molto più teneri rispetto alla varietà classica.

Continua poi la produzione di insalate, rucola, spinacini e bietole arcobaleno, che ho la cura di raccogliere con costanza, in modo da evitare che le piante possano andare in semente.  In questo mese è poi iniziata la raccolta delle carote, non grandissime (complice il caldo torrido?), ma molto dolci e tenere.

 

Arrivano poi con piacere le prime melanzane! Quest’anno ho scelto di piantare tre varietà: le classiche tonde, quelle striate e quelle a sigaretta. Al momento ne ho raccolte solamente qualcuna, ma le piante sono già belle cariche e pronte a regalarmene un sacco entro le prossime settimane.

 

Fra le piante più danneggiate dalla grandinata dello scorso mese ci sono quelle di pomodori e pomodorini a ciliegia: si sono riprese e hanno iniziato a sviluppare frutti in abbondanza, ma che tardano ancora un po’ a maturare.

Un vecchio trucco per accelerare la maturazione dei frutti, una volta che questi si sono completamente sviluppati, è quello di ridurre un poco la frequenza delle irrigazioni. Ciò vale ad esempio per i pomodori, i peperoni ed i cocomeri. La “dieta” è iniziata solo qualche giorno fa… Vedremo! 🙂

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Ed ecco il cestino del mese in tutto il suo splendore!

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