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Latte&Biscotti al Cacao e Nocciole

Preparare il latte vegetale (o per meglio dire le “bevande vegetali“) in casa è per me ormai un’abitudine piuttosto consolidata. Sapendo dove rifornirsi, i costi diventano davvero limitati e la qualità del risultato finale è ottima, con il vantaggio di poter variare ogni volta gusti e combinazioni, per un risultato sempre nuovo!

Come si sa, ormai internet è pieno di tutorial su come preparare i latti vegetali, ma credo sia altrettanto bello parlare delle possibili varianti e delle loro proprietà.

Eh sì, perché quello che credo sia ancora grande fonte di confusione è la differenza di caratteristiche nutrizionali di queste bevande, che somigliano al latte per colore ed utilizzi, ma che latte non sono. Capire quindi “cosa c’è” dentro alla nostra bevanda vegetale è estremamente importate per sceglierla correttamente ed inserirla in modo adeguato nella nostra giornata alimentare, ma è anche molto utile a chi, per problemi di salute, deve orientarsi in questo nuovo e poco conosciuto mondo.

Okara, questo sconosciuto

Preparando il latte vegetale in casa, dopo la grande soddisfazione per il vostro risultato finale, vi accorgerete subito della formazione di una discreta quantità di scarti, che vengono definiti in generale come “okàra“, dal termine giapponese per indicare gli scarti di produzione del tradizionale latte di soia.

Questa “poltiglia“, che tutti noi saremmo propensi a buttare nella spazzatura, è in realtà ancora molto utile! E’ perfettamente compostabile e può essa stessa diventare un ottimo concime per piante e fiori. In più è un ingrediente davvero interessante, che può arricchire di fibre e donare consistenza a numerose preparazioni sia dolci che salate.

Quando ho tempo, riutilizzo immediatamente l’okara che resta dalla produzione del latte vegetale, in modo che non latiti in frigorifero per troppo tempo e non vada a male. L’uso più semplice è quello di prepararne dolcetti, torte, biscotti o pancakes, perfetti per essere accompagnati durante la colazione dal latte appena preparato.

Dal punto di vista nutrizionale…

Ciascuna bevanda vegetale ha la caratteristica di ricalcare le proprietà degli ingredienti di partenza. Nel nostro caso, quindi, avremo una dose elevata di grassi e proteine, mentre scarsi sono gli zuccheri, apportati nella stragrande maggioranza dai datteri.

Per quanto riguarda gli zuccheri, si tratta quasi esclusivamente di zuccheri semplici (fruttosio), che vengono assorbiti rapidamente dal nostro organismo, dando quindi energia immediatamente utilizzabile. La scelta di dolcificare con i datteri e non con il fruttosio in polvere o altri prodotti non è casuale: a differenza degli zuccheri aggiunti, quelli apportati dalla frutta dolcificano senza avere ripercussioni negative sulla glicemia, poiché abbinati ad altre sostanze chimiche e alle preziose fibre.

I grassi sono i più rappresentati ed i più interessanti dal punto di vista nutrizionale. Elevato è infatti l’apporto di acidi grassi mono e polinsaturi, quelli che dovremmo sempre privilegiare nella nostra alimentazione, poiché fondamentali per supportare numerose attività fisiologiche nel nostro organismo. E’ poi importante sottolineare che in questa bevanda il colesterolo è assente, un vantaggio quindi per chi soffre di malattie cardiovascolari o per chi deve tenere sotto controllo questo parametro.

Per quanto riguarda le proteine, il loro apporto è interessante, ma assolutamente non paragonabile a quello del latte vaccino. Poiché non sono rappresentati tutti gli aminoacidi essenziali (quelli che il nostro organismo non può sintetizzare e deve assumere necessariamente con la dieta) è importante inserire la nostra bevanda in un regime alimentare vario, costituito anche di cereali, legumi, alghe o altre fonti proteiche, come ad esempio tofu, seitan, mopur….

Grazie alla presenza del cacao e delle nocciole possiamo poi distinguere un’ottima dose di magnesio e triptofano, un meraviglioso insieme di micronutrienti utili per migliorare l’umore e aiutarci a gestire al meglio stati tensivi e stress. Da ricordare è infine la vitamina E,  dall’effetto protettivo nei confronti dei radicali liberi.

Per i valori nutrizionali completi, date un’occhiata al nostro profilo Oreegano!

Bevanda di nocciole e cacao

Ingredienti per circa 1 lt

800 ml di acqua a temperatura ambiente
80 g di nocciole
3 cucchiai di cacao amaro in polvere
2 datteri denocciolati

Preparazione

Per prima cosa metti a bagno le nocciole ed i datteri per almeno 8 ore. Io in genere compio questa operazione la sera prima.

La reidratazione, specialmente per le nocciole, è molto importate perché permette di eliminare una discreta quantità di sali dell’acido fitico, una serie di sostanze che impediscono l’assorbimento dei minerali contenuti nei semi, siano essi legumi, cereali o frutta secca.

Dopo l’ammollo, scola con cura le nocciole e versale nel boccale del frullatore. Aggiungi i datteri, il cacao amaro e circa la metà dell’acqua. Frulla ad intermittenza in modo da amalgamare gli ingredienti.

Aggiungi quindi poco alla volta la restante acqua, sempre continuando a frullare a velocità intermedia.

Quando gli ingredienti saranno perfettamente omogenei, è il momento di filtrare la nostra bevanda vegetale. Allo scopo è sufficiente rivestire un colino con un canovaccio di cotone pulito e privo di odori; in alternativa esistono sul mercato dei sacchetti appositi estremamente comodi (vi lascio qui il link di Amazon del sacchetto che in genere utilizzo io).

Una volta “preparato” il filtro, basterà sistemarlo in una ciotola o sopra una caraffa e versare lentamente il liquido sul telo o all’interno del sacchetto. Vedrai colare a poco a poco il latte, mentre progressivamente si accumulerà sul telo un residuo cremoso.

Terminata questa operazione, dovrai strizzare con cura il telo o il sacchetto in modo che fuoriesca più liquido possibile. La bevanda sarà quindi pronta e potrai travasarla in una bottiglia e conservarla in frigorifero per circa 3 giorni.

L’okara che rimane sarà perfetto per la prossima ricetta!

Pasticcini al caffè e nocciole

Ingredienti per circa 16 biscotti

L’okara ottenuto dalla produzione di 1 lt di latte alle nocciole
120 g di farina di grano saraceno
1 cucchiaino di lievito in polvere
60 g di burro di cocco
40 g di zucchero di canna
2 cucchiaini di caffè liofilizzato sciolti in mezza tazzina di acqua calda
16 nocciole (una per ogni biscotto)

Preparazione

Per prima cosa riscalda il forno a 170°C.

Versa in una ciotola il burro di cocco e lo zucchero di canna. Mescola quindi gli ingredienti in modo che siano omogenei. Aggiungi quindi l’okara ed il caffè.

In una ciotola a parte, riunisci la farina di grano saraceno e il lievito. Versa quindi gli ingredienti secchi all’interno dell’impasto preparato un precedenza e lavora il tutto molto velocemente.

Dovrai ottenere un composto granuloso e malleabile, con cui potrai formare delle palline che distribuirai su una teglia rivestita di carta da forno.

Posiziona al centro di ogni pallina una nocciola, schiacciando leggermente.

Inforna quindi i dolcetti per al massimo 8 – 9 minuti. Una volta pronti, lasciali raffreddare su una griglia prima di servirli.

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