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Marmellata di arance, metodo inglese rivisitato

Trasformare gli alimenti in conserve è da sempre il modo che ci permette di portare i buoni frutti di ogni stagione con noi, in attesa di poterli assaporare freschi di nuovo. E’ un po’ come dare loro il migliore degli “arrivederci“, come quando visitiamo un nuovo luogo e ne portiamo a casa qualcosa “per ricordo“.

Ma è anche un modo per non sprecare. Chi vive in campagna oppure chi ha modo di frequentarla sa bene che i frutti maturano sempre tutti in una volta ed in quantità. Mangiarne a tutte le ore del giorno e regalarne a chiunque potrebbe essere una soluzione… Oppure si trova il modo per trasformarli in qualcosa di diverso, conservabile per lungo tempo.

Ecco così che il connubio fra lato romantico ed aspetto pratico si fondono nella mia passione per le conserve, sia dolci che saltate, ma in versione rivisitata.

Esistono poi alimenti (alcuni piuttosto difficili da trovare) che in effetti migliorano le loro caratteristiche organolettiche o risultano commestibili solamente se trasformati. Così, a braccio, mi vengono in mente le olive, alcune varietà di anguria (o la scorza di quelle che normalmente mangiamo), il mosto d’uva, alcuni tipi di peperoncini, ma anche le arance Siviglia.

Le arance Siviglia, in particolare, sono una varietà di arance piccole, ricche di semi ed assolutamente amare. Non commestibili crude, si possono acquistare solamente nei mercati più forniti a gennaio e sono l’ingrediente fondamentale della classica “Marmelade“, la conserva di frutta per eccellenza, la marmellata di arance che le vere Ladies ed i Sir inglesi usano per accompagnare i dolcetti del classico tè delle 5.

Le arance Siviglia hanno un’amarezza che non perdona ed il metodo inglese classico prevede diverse strategie volte a farne un irripetibile punto di forza. Si comincia con la spremitura dei frutti, la raccolta dei semi, il taglio delle scorze per continuare con una lunga macerazione ed una lenta cottura… In compagnia di 2 Kg e mezzo di zucchero per ogni chilogrammo di frutta. (!!!!)

Trovo che comprendere a fondo la cucina, le sue tecniche base e le ricette tradizionali sia essenziale per creare nuove idee, altrettanto accattivanti e per quanto possibile più salutari. Ed è proprio partendo dalla tecnica base che ho estrapolato la mia versione: non più arance Siviglia, ma gli ultimi, preziosi e profumatissimi Tarocco di Sicilia, accompagnati dallo zucchero, 380 g per 1 Kg di frutta.

Marmellata di Arance, metodo inglese rivisitato

Ingredienti per 7 vasetti da 400 g (circa 2,8 Kg di marmellata)

2 Kg di arance Tarocco biologiche (circa 12 frutti)
2 mele di medie dimensioni
2 litri di acqua (se quella del rubinetto di casa sa di cloro optate per quella in bottiglia)
800 g di zucchero di canna

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Preparazione

Per prima cosa puliamo con la massima cura le arance sotto l’acqua corrente, magari aiutandoci con uno pazzolino. Asciughiamole ed incidiamo la buccia con un coltello e togliamola dai frutti esattamente come se dovessimo mangiarli.

Teniamo quindi da parte i frutti ed iniziamo a tagliare le bucce a stisce molto sottili senza eliminare la parte bianca. Questo accorgimento mi serve per lasciare volutamente un leggero retrogusto amaro, ma molto piacevole, simile a quello della classica marmelade inglese.

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Raccogliamo quindi le bucce in una pentola in acciaio molto capiente ed occupiamoci dei frutti. Con un coltellino affilato peliamo a vivo le arance e tagliamone la polpa a piccoli tocchetti. Raccogliamo quindi polpa ed eventuale succo nella pentola assieme alle bucce.

Sbucciamo quindi le 2 mele e priviamole del torsolo. Tagliamole a pezzetti molto piccoli e versiamole nella pentola assieme alle arance ed alle scorze. Ricopriamo quindi il tutto con i 2 litri di acqua, copriamo e lasciamo la frutta a macerare al fresco per 24 ore.

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Dopo un intero giorno di riposo, recuperiamo la pentola e mettiamola senza coperchio sulla fiamma. Facciamo sobbollire quindi la frutta molto dolcemente per 2 ore, mescolando di tanto in tanto.

Trascorso questo lasso di tempo aggiungiamo lo zucchero tutto in una volta, mescoliamo ed alziamo la fiamma. Facciamo quindi bollire la nostra marmellata per almeno 30 minuti mescolando regolarmente (attacca in un attimo).

Trascorso questo lasso di tempo preleviamo un cucchiaino della nostra marmellata e versiamolo su di un piattino. Se raffreddandosi gelifica significa che è pronta, in caso contrario dobbiamo proseguire la cottura ancora per qualche minuto sempre mescolando con regolarità.

Quando la marmellata sarà pronta, versiamola ancora bollente nei vasi precedentemente ben puliti. So che il rischio di scottarsi è dietro l’angolo, ma è un processo essenziale poiché sarà il calore stesso della marmellata a sterilizzarli perfettamente.

Per facilitarvi questo compito potete aiutarvi, come faccio io, con un imbuto dal collo largo. Vi lascio qui il link di Amazon per dare un’occhiata al prodotto di cui vi sto parlando.

Chiudiamo quindi immediatamente ciascun vasetto a mano a mano che lo riempiamo e capovolgiamolo, in modo da creare il sottovuoto. Aspettiamo quindi che la marmellata sia completamente fredda per rigirare i vasetti. Conserviamoli quindi al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto.

Pazientiamo almeno un paio di giorni prima di assaggiare!

Potremo gustare la nostra marmellata di arance spalmata sul pane tostato (io la adoro con il formagetto veg spalmabile), oppure possiamo usarla per preparare crostate e dolcetti, con il cioccolato è paradisiaca! ❤

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