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Il miele di manuka, l’oro della Nuova Zelanda

Il miele è un alimento estremamente comune e conosciuto da tutti, fra chi lo usa come dolcificante e chi lo ama a colazione o merenda spalmato su di una fetta di pane, possibilmente integrale. Usato per secoli in Europa al posto dello zucchero (uno dei regali che ci ha fatto la scoperta del Nuovo Mondo), è l’unico cibo auto-preservante _il miele non ammuffisce mai_ ed è da sempre considerato un ottimo rimedio naturale per le affezioni delle prime vie respiratorie.

Ogni miele ha caratteristiche specifiche, ma…

Le caratteristiche organolettiche e gli apporti nutrizionali possono variare molto da un tipo di miele ad un altro; in particolare, spesso il miele ricalca le caratteristiche del nettare della pianta da cui viene ricavato. Variano così gli aromi e le colorazioni, ma anche le proprietà medicinali.

In generale, dal punto di vista delle caratteristiche nutrizionali, si devono ricordare il contenuto elevato di fruttosio, il disaccaride maggiormente rappresentato nei vegetali, assieme ad oli essenziali e minerali come calcio, ferro, rame e manganese, che in genere contribuiscono a definirne il sapore. Per farci un’idea di quanto il nostro miele sia ricco di minerali, possiamo tenere conto della sua colorazione: la concentrazione dei minerali è proporzionale al colore più o meno bruno del miele.

Anche dal punto di vista terapeutico osserviamo delle variazioni a seconda della pianta da cui è stato ricavato il nettare, ma generalmente si può riconoscere una discreta attività antibatterica e germicida che ne giustifica l’uso popolare come trattamento per il mal di gola e le malattie da raffreddamento. Il miele è infatti ricco di un enzima secreto in abbondanza dalle api, la glucosio-ossidasi, che produce a sua volta perossido di idrogeno, la sostanza presente nell’acqua ossigenata, conosciuta ed usata da tutti per la sua azione disinfettante.

Il miele di manuka, un miele davvero speciale!

Già nel 2006 l’International Journal of Lower Extremity Wounds ha confermato che il miele in generale accelera la risoluzione delle infezioni, aumenta la velocità di cicatrizzazione e promuove la guarigione di infezioni e lesioni. Dal punto di vista salutistico esiste però un miele particolarmente potente, dagli effetti a dir poco sorprendenti, il miele di manuka.

Il miele di manuka ha origine dai fiori della manuka (Leptospermium scoparium), una piccola pianta arbustifera tipica della Nuova Zelanda, utilizzata per secoli dal popolo Maori come rimedio per ogni tipo di ferita o malattia.

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La scienza ha però dato credito alle pratiche Maori solo di recente, confermando che la manuka ed il suo miele hanno reali proprietà benefiche. Oltre alle concentrazioni sopra la media di perossido di idrogeno, il miele di manuka è caratterizzato infatti da elevate concentrazioni di MGO (metilgliossale), il reale responsabile delle sue proprietà antibatteriche ben al di sopra della media. E’ anzi proprio questa sostanza a  renderlo un vero e proprio antibiotico naturale.

Non tutto il miele di manuka contiene però tracce significative di MGO e neppure lo stesso quantitativo: per questo nasce la classificazione UMFUnique Manuka Factor (in italiano Fattore Unico di Manuka), che indica la proprietà antisettica di ciascuno specifico miele.

Il perossido d’idrogeno contenuto normalmete nel comune miele non supera l’ambiente acido dello stomaco ed è sensibile a luce e calore. Per questo motivo il classico miele che troviamo al supermercato è un improbabile antisettico. Solo un miele di ottima qualità (e scarsa raffinazione) può essere utile per la nostra salute, sebbene la sua azione resti confinata alle prime vie respiratorie _tonsille e faringe_. Al contrario proprio grazie al MGO, il miele di manuka resiste alla luce, al calore ed all’ambiente acido dello stomaco, rivelandosi utile nel combattere le infezioni da Helicobacter pylori e diverse specie di enterococchi. Il miele di manuka possiede inoltre spiccate attività antinfiammatoria ed immunostimolante. Ciò lo rende utile per applicazioni topiche su ferite, ustioni, gengiviti ed afte, ma anche per trattare gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera peptica e colite, nonché in caso di sindromi da raffreddamento, mal di gola e tosse.

In commercio esistono mieli a diverse concentrazioni di MGO: da 100 a 550 UMF. Tanto più alto è il fattore unico di manuka (UMF), tanto più potente sarà la loro azione antibatterica, perciò, se si vuole utilizzare il miele di manuka come profilassi per le patologie invernali sarà sufficiente scegliere un miele 100 UMF; se si vuole invece usare come vero e proprio rimedio in fase acuta, sarà opportuno scegliere un miele da 400 o 550 UMF.

Può essere assunto quotidianamente, un cucchiaino fino a tre volte al giorno, ma, date le sue reali proprietà terapeutiche, bisogna prestare attenzione all’assunzione concomitante a terapie ipoglicemizzanti o chemioterapiche ed antibiotiche.

Il miele di manuka rappresenta un valido alleato per il benessere di tutti ed un enorme tesoro della biodiversità da preservare e difendere. Conoscerlo profondamente, saperlo utilizzare ed accettare la sua caratteristica di alimento – farmaco, che peraltro ne giustifica il prezzo _mi rendo conto, non economico_ è il primo vero passo per proteggerlo dalle spietate leggi del mercato e dalle difficili implicazioni sociali che si stanno verificando da qualche tempo in Nuova Zelanda a causa della sua produzione.

 

2 risposte a "Il miele di manuka, l’oro della Nuova Zelanda"

  1. Devo dire che da un po’ di tempo il miele di manuka si è imposto sia come rimedio a qualche problemino fisico che nell’immenso reparto della cosmesi, però fin’ora non l’ho mai provato…
    Mi piace che esista un organismo di controllo, specie per prodotti come questo non è facile capire se si sta acquistando un prodotto realmente di qualità o meno.

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  2. il miele di manuka è arrivato come novità assoluta ed alcuni tra produttori di miele e ditte cosmetiche hanno cavalcato l’onda. Gli apicoltori neozelandesi hanno pensato bene di consorziarsi ed istituire l’UMF – Unique Manuka Factor come unico parametro di valutazione del miele di manuka.
    link : http://www.umf.org.nz/
    Nel mare di offerte che internet presenta, ci si può imbattere anche in un miele di manuka con classificazione MGO- Methylglyoxal , l’attivo principale del miele di manuka.
    Questa è una classificazione puramente commerciale e brandizzata che può trarre in inganno. esistono tabelle comaprative tra UMF e MGO , suggerisco sempre di consultarle per selezionare il miele più indicato alle nostre esigenze.

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