Fitoterapia ed altri rimedi

La tisana al Tarassaco

A primavera i nostri prati sono puntinati di meravigliosi fiori gialli e soffioni, i fiori del tarassaco (Taraxacum officinale) a vari stadi di maturazione. Il tarassaco è una pianta resistente e con poche esigenze, tanto da crescere anche nelle città, “accontentandosi” delle crepe dell’asfalto ed adattandosi all’inquinamento.

Questa pianta, utilizzata sia in cucina, sia in fitoterapia, ha proprietà molto interessanti che si prestano perfettamente ad aiutarci nel delicato periodo primaverile (se vuoi sapere di più sull’argomento, scopri qui come affrontare al meglio la primavera).

Del tarassaco si utilizzano in cucina foglie e fiori, per preparare frittate, risotti, insalate…Hanno un sapore delicatamente amaro e sono da preferire su tutti quelli raccolti durante la prima fioritura (febbraio – marzo), perché più tenere e digeribili.
Alcuni usi particolari: le radici tostate e lasciate in infusione sono una buona alternativa al caffè, mentre i bottoni florali (la parte dove si inseriscono i petali), se messi sotto aceto, possono sostituire i capperi.

In fitoterapia si utilizzano foglie e radici, che vengono essiccate e macinate più o meno finemente in modo da ottenere capsule, tinture ed infusi.

Il tarassaco è una pianta sicura e pochi sono i casi in cui non andrebbe utilizzata; in particolare, se ne sconsiglia l’uso nei bambini sotto i 12 anni, in gravidanza ed in caso di diabete, disturbi renali, epatici (occlusione biliare o asportazione della colecisti) e cardiaci, poiché potrebbe alterare i livelli di potassio nel sangue.

In tutti gli altri casi se ne consiglia l’uso da 2 a 3 volte al giorno per almeno 2 mesi consecutivi.

Gli effetti sono molteplici ed associati alle diverse parti della pianta.taraxacum

Le radici contengono inulina, un polisaccaride non digeribile amico della nostra flora intestinale, poiché ne costituisce una fonte di nutrimento, e che aiuta ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Sono inoltre ricche di sostanze amare (lattoni amari ed alcoli triterpenici come il taraxolo) che hanno importanti attività sulle secrezioni biliari; stimolano cioè il fegato a produrre più bile, con un’azione complessivamente digestiva, depurativa e di riduzione del colesterolo ematico.

Le foglie hanno invece la famosa azione drenante da cui deriva il nome popolare di “piscialetto” e lavorano in sinergia con le radici, stimolando la contrazione della colecisti ed aumentando la secrezione di bile.

Un trattamento a base di tarassaco può quindi essere utile in caso di gonfiore, difficoltà digestive, ritenzione idrica, ma anche in situazioni che richiedono una buona detossificazione (gotta, problemi alla pelle, disturbi del fegato) e per abbassare colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Tisana al tarassaco

Per preparare questa tisana ho scelto di utilizzare l’intera pianta del tarassaco, per dare aromaticità e per sfruttare la sinergia di azione fra foglie e radici, ma anche un “adiuvante“, che ne potenzia l’effetto digestivo e depurativo (la menta) ed un “complemento” (l’uvetta sultanina) che rende il gusto della tisana più piacevole.

  • tarassaco radici 1 parte
  • tarassaco foglie 2 parti
  • menta foglie 1 parte

I componenti sono facilmente reperibili in erboristeria e farmacia, ma nulla ci vieta di concederci una passeggiata e di armarci di cestino e coltellino per raccogliere le piante, a patto di saperle riconoscere alla perfezione e scegliere un luogo il più lontano possibile dal traffico e dall’inquinamento.

Se decidiamo di raccogliere da noi le nostre piantine di tarassaco, una volta a casa, dovremo pulire accuratamente foglie e radici ed essiccarle utilizzando l’essiccatore a 40° per circa 10 – 12 ore oppure mettendo le piantine ben distanziate su vassoi rivestiti di carta assorbente e lasciandole in un luogo secco e ventilato finché non saranno completamente secche (operazione che potrebbe richiedere 3 – 4 giorni).

Dopo aver essiccato il tutto, dovremo passare a macinare foglie e radici in modo da ottenere dei pezzetti che vanno dai 2 ai 15 mm di dimensione e per farlo possiamo servirci di un buon macina-caffè da utilizzare con l’intermittenza poiché il calore liberato dalle lame può deteriorare i componenti attivi delle piante.

Una volta pronte le nostre erbe, le possiamo miscelare accuratamente e conservare in un vasetto di vetro a chiusura ermetica per circa 6 mesi.

Per preparare l’infuso al tarassaco, dovremo lasciare in infusione 1 cucchiaio di erbe in 200 ml di acqua bollente per circa 10 – 15 minuti, filtrare ed eventualmente dolcificare.
Per un buon effetto detox dovremo bere 2 tazze di infuso al giorno per almeno 1 mese.

Potrebbero interessarti anche…

Unguento di arnica    Unguento all’arnica

Foglie di lampone     Lampone foglie: la tisana delle donne!

4 risposte a "La tisana al Tarassaco"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...